Social Media Marketing in Azienda: intervista a Barbara Cirotto

Social Media Marketing in Azienda: intervista a Barbara Cirotto

Eccoci nuovamente con la rubrica “Social Media Marketing in Azienda“.

Rimaniamo nella Marca Trevigiana e parliamo (finalmente) di un prodotto che caratterizza profondamente il territorio: il Vino. Grazie alla disponibilità di Barbara Cirotto che si occupa di commerciale estero, marketing e comunicazione per l’azienda di famiglia, Cirotto – Vini in Asolo dal 1949, scopriamo assieme come l’ingresso in azienda della 3^ generazione abbia dato una svolta all’approccio alla promozione, aprendo nuovi mercati grazie al digitale. Mercati che, fino a qualche decennio fa, erano impensabili per una azienda locale.

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Barbara, parliamo di te e dell’azienda di famiglia per cui lavori: Cirotto. Spiegaci brevemente di cosa ti occupi e dacci qualche informazione in più sull’azienda. Se non ricordo male siete la terza generazione.

Cirotto è il nome della nostra famiglia e anche il marchio storico della nostra cantina, fondata nel 1949 ad Asolo.

La vita famigliare e il lavoro nel mondo del vino vanno di pari passo, da 3 generazioni ( a giudicare dall’entusiasmo dei pronipoti del fondatore Cirotto Leandro, pare che si possa iniziare a parlare anche della futura “quarta generazione”). Oggi Cirotto è una cantina che ha la gestione completa della filiera produttiva, a partire dalla coltivazione delle vigne fino alla bottiglia. Crediamo e investiamo nei vitigni autoctoni del territorio Asolo e Montello, primi fra tutti il Prosecco Asolo Superiore DOCG e il Manzoni Bianco.

In cantina mi prendo cura dei clienti all’estero ma seguo anche il marketing e la comunicazione.

Fra gli aspetti del marketing che gestisci, ti ho invitato su Meedialab per parlare di Social Media Marketing. Da quanto tempo Cirotto ha integrato la presenza dei social network quale mezzo di promozione e quali sono stati gli step che hanno portato a questa decisione? 

Premetto che in Facebook ci sono entrata da scettica, grazie all’iscrizione che ha fatto una mia amica per mio conto 10 anni fa. Da quando sono entrata in azienda nel 2008, ho iniziato a gestire la presenza sui social e ho subito compreso le opportunità di visibilità che potevano derivare dal raccontare e comunicare il nostro lavoro attraverso quei canali.

E’ stato fondamentale, nella decisione, il fatto che l’attuale staff aziendale è composto perlopiù da personale giovane?

Si, la terza generazione ha gradualmente avviato un processo di rinnovamento, che è stato però anche un passaggio obbligato, visto il profondo cambiamento che ha coinvolto l’economia globale; penso ai nuovi strumenti di comunicazione e vendita che sono nati, anche nel settore vinicolo.

Enologia e social media marketing

 In quali social network possiamo trovare pagine aziendali di Cirotto?

Su Facebook, Twitter e Instagram

Tra i vari social, quale vi ha dato più riscontro in termini di coinvolgimento e risposta del pubblico?

La presenza su Facebook con una pagina aziendale.

Per definire la vostra presenza nei social vi siete affidati ad un social media specialist, avete seguito un corso di social media marketing oppure avete improvvisato?

Finora sono un’autodidatta che ha seguito qualche corso o partecipato a giornate di approfondimento sul tema. Affidarsi ad un consulente serio e professionale darebbe un valore aggiunto importante in termini di costi/benefici tanto che abbiamo intenzione di affrontare l’argomento con un investimento a lungo termine.

Nella vostra presenza nei social network, che ruolo svolge Facebook e quali obbiettivi volete raggiungere grazie a questo social network? (ricerca nuovi clienti, coinvolgimento, fidelizzazione clienti acquisiti, aumento della riconoscibilità del brand, ecc)

Utilizziamo Facebook per comunicare contenuti sia attraverso la pagina istituzionale e anche, con toni più informali e disimpegnati, attraverso il profilo personale dei componenti della cantina Cirotto. In entrambi i casi credo sia un veicolo importante per condividere, coinvolgere, far sentire i nostri “amici” coinvolti nel nostro mondo e aumentare la nostra visibilità di brand, anche grazie al passaparola dei clienti.

Ritieni indispensabile per una azienda, nel 2017, avere un canale di comunicazione diretto come Facebook per mantenere i rapporti con i clienti?

Credo che Facebook sia uno degli strumenti che permettono di mantenere il rapporto con i clienti e farne avvicinare di nuovi. L’ideale è sempre il mix con gli altri social network e con gli altri strumenti di comunicazione col cliente, come ad esempio la newsletter.

Le potenzialità di Facebook, in tema di promozione aziendale, sono ormai note e permettono ad una azienda di qualsiasi dimensione di raggiungere potenziali clienti in ogni parte del mondo, attraverso la targetizzazione per area geografica. Ciò mette sullo stesso piano le PMI e i grandi colossi internazionali. Il vantaggio competitivo fornito da questa opportunità è davvero notevole rispetto al marketing tradizionale, aperto solo a chi aveva (ed ha) grandissimi budget da investire. Per la vostra azienda, quanto è importante poter competere alla pari con i grandi produttori di vino della nostra zona ed eventualmente “rubare” fette di mercato con i vostri prodotti?

Credo che rispetto al marketing tradizionale, anche i nuovi strumenti come Facebook debbano, in realtà, fare i conti con il budget. Per le piccole realtà come Cirotto, Facebook è solo apparentemente un’opportunità accessibile con budget contenuti. Il tempo ha un costo elevato per aziende come la nostra in cui non esiste un ufficio marketing strutturato e dedicato. Il bello di Facebook è avere l’opportunità di potersi facilmente incontrare insieme ai grandi produttori e colossi del vino sulla stessa “piazza” a discutere e ragionare insieme di vino e vigneti. Ma sfruttare appieno i vantaggi di questo social network significa investire tempo e denari altrimenti i risultati non arrivano.

Siete a conoscenza di altre realtà del nostro territorio che hanno avuto buoni risultati attraverso un attento utilizzo dei social network ai fini del business?

Si, anche di piccole realtà artigiane sia del settore vinicolo che non.

Parliamo del mondo del vino, settore di importanza primaria per l’economia del nostro territorio. Cirotto, su Facebook, racconta la vita in azienda e mostra i processi produttivi quotidiani. Questo tipo di approccio aiuta il cliente a comprendere ciò che accade nelle varie fasi della produzione di un buon calice di prosecco. Quanto peso ha per voi far passare i valori aziendali, prima ancora della bontà del prodotto, nel processo di vendita?

Raccontare i valori aziendali è fondamentale. E’ molto più facile vendere un prodotto o un servizio in cui credi, trasmettendo al tuo cliente i valori che hai fatto tuoi nel realizzarlo, che non vendere un prodotto descrivendone solo le qualità e la bontà.

Social media marketing per aziende che producono vino

Facebook, si sa, è fatto per le persone le quali lo frequentano per informarsi, condividere e cercare relazioni. In questo senso Facebook è riuscito ad avvicinare, come mai successo prima, i clienti alle aziende e a portarli ad avere un ruolo fondamentale nella comunicazione aziendale. Cosa ne pensi?

Tutta la comunicazione oggi fa leva sulle emozioni del lettore (potenziale cliente) portandolo ad interagire, commentare e condividere e ciò influisce positivamente nell’incremento del passaparola. E’ importante, in questo senso, umanizzare il brand ed evitare di utilizzare la pagina Facebook come semplice contenitore di spot pubblicitari. 

Da una analisi della vostra pagina Facebook, si nota una frequenza di pubblicazione non costante. Ritenete utile la presenza di un calendario guida che vi aiuti a definire quando e cosa pubblicare con cospicuo anticipo? Sarebbe utile al personale per preparare dei contenuti di alto valore per i lettori?

Programmare è sempre utile e serve anche per dare continuità di contenuti al lettore. La gestione a carattere familiare richiede, da questo punto di vista, molta flessibilità per lo svolgimento di svariate mansioni e questo, a volte, credo rappresenti un limite per le piccole imprese come noi.

Emozione e sicurezza: due aspetti della psicologia del cliente su cui fare leva. Dal punto di vista emotivo, il tono di voce gradevole abbinato a delle foto genuine stanno facendo un egregio lavoro su Facebook. Periodicamente vengono pubblicati anche contenuti relativi alle analisi dei prodotti, generando nel lettore un sentimento di sicurezza riguardo alla bontà dei prodotti. Il tutto senza far trasparire la volontà di promuovere un prodotto unico sul mercato. E’ una strategia studiata oppure frutto della creatività innata in alcuni dei vostri collaboratori?

Il fattore emozionale su Facebook è molto importante per coinvolgere i lettori, ma ancora di più lo è nel mondo del vino, sia online che offline.

Il vino è un prodotto di larghissimo consumo che si stappa sulle tavole di tutto il mondo, per trasmettere emozione e dare piacere a commensali e eno-appassionati. E’ un prodotto della terra che regala emozioni e non può che essere comunicato attraverso emozioni. L’emozione su FB è voluta per creare il coinvolgimento, le informazioni più tecniche sono utili, oltre che per dare sicurezza, anche per insegnare qualcosa di nuovo al lettore, il quale, se coinvolto, sente di avere imparato qualcosa di nuovo che vorrà condividere con i propri amici o contatti. Nel mondo del vino esistono molti luoghi comuni, miti da sfatare e informazioni distorte, e per noi Facebook è un’opportunità anche per “educare” i nostri clienti e lettori. Nell’interazione con i lettori, apprezziamo molto le domande e le critiche su Facebook perché danno modo di sviscerare in rete  temi che vengono molto spesso trattati solo superficialmente. Gli appassionati di vino che frequentano Facebook sono anche lettori preparati con i quali è utile e proficuo condividere informazioni più tecniche.

Cirotto investe in campagne sponsorizzate su Facebook? Con quale obbiettivo?

Non ancora, ma c’è la volontà di farlo, con l’obbiettivo di raggiungere nuovi lettori nel mondo che ancora non ci conoscono e che sono dei potenziali clienti di Cirotto.

Tutto lo staff di Cantina Cirotto è presente nei social network con un profilo personale. La condivisione delle pubblicazioni “aziendali” viene fatta con la sola ottica di aumentare il numero di visualizzazioni? Li ritenete fondamentali per aumentare la consapevolezza del brand Cirotto?

Aiuta sicuramente a veicolare il messaggio aziendale e ad avvicinare anche gli amici di ogni singolo collaboratore ai valori di Cirotto.

aziende social media

Forti dei risultati e dei successi che Cirotto sta ottenendo grazie agli investimenti in web marketing e social marketing, quali consigli daresti ad una azienda vinicola che sta approcciando il mondo digital per la promozione dei propri prodotti?

Più che consigli da dare ho ancora molto da imparare, ma credo che la direzione giusta sia quella del raccontarsi mettendoci la faccia e parlare dei valori in cui credi, utilizzando il giusto metodo e un po’ di programmazione. Per una piccola cantina non è cosa semplice ma credo sia fondamentale.

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Mi hanno colpito particolarmente due affermazioni di Barbara in questa intervista:

  • sfruttare appieno i vantaggi di questo social network significa investire tempo e denari altrimenti i risultati non arrivano
  • evitare di utilizzare la pagina Facebook come semplice contenitore di spot pubblicitari

Questo tipo di approccio è un vero mutamento rispetto alle tradizionali tecniche di vendita e sono tipiche dell’attività di inbound marketing. Un vero passo in avanti e un esempio per tutte le cantine e aziende agricole che grazie al social media marketing oggi possono avere uno strumento potente di marketing solo se lo utilizzano con cognizione di causa.

Confido che anche questa intervista vi possa essere di stimolo per affrontare il mondo digital e il social media marketing in modo professionale per cui, anche a nome vostro, ringrazio Barbara e a tutto lo staff di Cirotto per la disponibilità.

Buon advertsing 🙂

PS: se volete visitare Cirotto nel web o acquistare bottiglie di loro produzione vi riporto i link

Sito web Cirotto

Sito progetto Manzoni Bianco

Shop online Cirotto

Pubblicità su Facebook: perché dovresti sfruttarla?

Pubblicità su Facebook: perché dovresti sfruttarla?

Della pubblicità su Facebook ne parlano tutti, o quasi. Chi perché l’ha provata e non ha avuto risultati soddisfacenti, chi perché l’ha integrata efficacemente nella sua strategia di marketing digitale o chi perché ha sentito l’amico che ne parlava al bar. Una cosa è certa: un social network, come Facebook, che ha al suo attivo quasi 2 miliardi utenti nel mondo è un pozzo di clienti per qualsiasi tipo di business. Il piccolo artigiano, il libero professionista, la piccola media impresa, l’industria o l’associazione no-profit. Visto che una delle domande più frequenti in azienda è “come farsi pubblicità”, oppure “come fare pubblicità su internet”, ti spoilero e ti avviso fin da qui che il canale social per antonomasia è lo strumento più efficace ed economico per promuovere prodotti o servizi.

In questo post vorrei aiutarti a comprendere:

  • come funziona la pubblicità su Facebook
  • quando usare le inserzioni Facebook
  • come definire gli obbiettivi di una campagna pubblicitaria Facebook
  • come definire i costi della pubblicità su FB

Ti sei già fatto un’idea vero? Facebook per le aziende non è a gratis. A me piace il motto

No Facebook ADS, No Party“.

Vediamo di analizzare i punti riportati e imparare come fare la pubblicità su Facebook in modo professionale.

Inserzioni di facebook, come funzionano?

Il social network blu crea per ognuno degli utenti iscritti una mappa, definita Social Graph, in cui “registra” tutti i suoi dati. Non prendere paura, in realtà questi dati, tavola in modo inconscio, glieli stai fornendo tu volontariamente. Quali sono? Eccoli:

  • Dati demografici: Età, Sesso, indirizzo di residenza, situazione sentimentale, ecc
  • Interessi personali: sport, riviste, marchi famosi, hobby ecc
  • Comportamenti: titolo professionale, titolo di studio, ecc

Tutti questi dati sono a disposizione delle aziende che, dopo aver creato la loro pagina Facebook, vogliono fare della pubblicità a pagamento.

Inserzioni e campagne pubblicitarie su Facebook

Una volta definito quali siano le caratteristiche del cliente ideale (lo hai fatto anche tu vero?), le aziende possono utilizzare lo strumento di gestione inserzioni Facebook per selezionare le caratteristiche delle persone che vedranno l’inserzione e creare così della pubblicità davvero efficace.

Quando usare le inserzioni Facebook

Mi verrebbe da risponderti “SEMPRE”, ma voglio essere più realista. Facebook è nato per mettere in contatto le persone, per farle dialogare, informarsi e condividere. Da sempre il vero obbiettivo del social è questo. Bugia, il vero obbiettivo di Facebook (Inc.) è fare utili… non raccontiamoci frottole.

Da quando è stata data la possibilità anche alle aziende di fare pubblicità con Facebook, migliaia di realtà si sono catapultate sul social per banchettare, in modo economico, sul tavolo degli spazi pubblicitari. Hai presente quando vai ai buffet e gli invitati si avventano su tutte le portate che vengono servite, come se non mangiassero da settimane? Stessa identica cosa.

Le inserzioni di Facebook vanno usate quando si hanno dei chiari obbiettivi di business, quando si è definito un budget, quando si sono definiti degli indicatori per valutare il ritorno di investimento.

“Ok Simone, ma io voglio vendere”.

E’ chiaro, sei un imprenditore e questo è il tuo primo obbiettivo. Da qualche tempo è stata introdotto un sistema per vendere su Facebook attraverso la funzione vetrina, ma il social network non deve servirti a questo. Il social ti deve servire per portare traffico al sito, per portare gente in negozio, per farti conoscere da nuovi clienti o fidelizzare quelli già acquisiti.

Quando hai ben chiaro quale sia il tuo cliente ideale, quando hai un budget e quando hai chiaro che Facebook non deve servirti per eseguire una vendita diretta, ecco quello è il momento migliore per iniziare una campagna pubblicitaria Facebook.

orario campagne sponsorizzate Facebook

Se vuoi un consiglio, datti una letta alle normative Pubblicitarie che puoi trovare qui https://www.facebook.com/policies/ads/overview. Troverai altri motivi per cui puoi o, magari, non puoi fare pubblicità su Facebook.

Obbiettivi di una campagna pubblicitaria su Facebook

In parte l’ho già anticipato nel paragrafo precedente: se vuoi fare pubblicità su Facebook devi farlo solo se hai degli obbiettivi. Questi obbiettivi non possono e non devono essere (almeno per ora) la vendita DIRETTA di un prodotto o servizio.

Pensaci un attimo: hai mai concluso un acquisto vero e proprio rimanendo all’interno di Facebook. MAI.

La piattaforma pubblicitaria, detta anche Gestione Inserzioni, mette a disposizione svariate tipologie di annunci Facebook.Ognuna di queste tipologie ha le sue caratteristiche e serve per intervenire in diverse fasi del processo di acquisto del tuo cliente. Piccola parentesi in merito: ricorda il principio A.I.D.A. che rappresenta tutte le fasi del processo di acquisto ovvero Attenzione, Desiderio, Interesse, Azione.

Lo strumento di Facebook divide gli obbiettivi di una campagna pubblicitaria in tre sezioni principali:

  • NOTORIETA’
  • CONSIDERAZIONE
  • CONVERSIONE

Obbiettivi delle inserzioni pubblicitarie Facebook

Ognuna delle sezioni concorre a raggiungere l’obbiettivo di business che ti sei dato. Operare secondo la sequenza A.I.D.A. attraverso gli obbiettivi delle campagne è il modo ideale per fare pubblicità su Facebook.

Se vuoi approfondire l’argomento ti invito a leggere il mio articolo in cui parlo degli step di una campagna Facebook ADS, ma anche qui https://www.facebook.com/business/ puoi trovare ben spiegate tutte le tipologie di inserzioni possibili su Facebook.

I costi della pubblicità su Facebook

Il post è già abbastanza lungo, per cui non starò qui a spiegarti quanto costa la pubblicità su Facebook. Ho già scritto un articolo per aiutarti a definire il budget da investire in Facebook ADS.

Costi pubblicità su Facebook

In questo paragrafo voglio farti capire che non esiste un investimento minimo o massimo per le campagne pubblicitari su Facebook. Quando hai capito che, quando decidi, devi investire almeno 1€ al giorno (5€ in certi casi), tutto il resto viene da se.

Fai dei test A/B per capire quale inserzione performa meglio, quale pubblico e quale testo è più rispondente ai tuoi obbiettivi, quale localizzazione ti porta più interazioni. Il segreto è testare continuamente.

Qualche tempo fa ho fatto una inserzione per un cliente con obbiettivo Traffico al sito web. E’ andata benissimo, con un costo per clic di circa 1 centesimo. Dopo due settimane, ho cambiato solo l’immagine mantenendo lo stesso pubblico e i costi sono schizzati a quasi 10 centesimi a clic.

E’ questo il bello (o il brutto) di Facebook: quando pensi di aver trovato la soluzione… devi ricominciare.

Quindi non esiste una regola per definire i costi, o il budget, della pubblicità su Facebook. Ogni realtà, ogni settore, ogni pagina ha le sue caratteristiche per cui solo una intensa fase di test può venirti incontro per definire quanto devi spendere in Facebook ADS . Però una cosa ti posso garantire: rispetto alla pubblicità tradizionale (radio, TV, carta stampata) il rapporto costo/efficienza non ha paragoni.

Per finire

Ora hai qualche motivo in più per valutare concretamente se la pubblicità su Facebook è uno strumento che può essere utile per gli obbiettivi del tuo business. Non è facile e non è nemmeno immediato. I risultati si ottengono con il tempo che con lo studio. Probabilmente dovrai affidarti ad un social media specialist, dal momento che la piattaforma offre nuove opportunità ogni giorno. Un consiglio che mi sento di poterti dare è di iniziare prima possibile con le tue campagne pubblicitarie nel social network. Poche aziende hanno già colto l’opportunità di fare advertising nel social per cui c’è ancora spazio, ma le prospettive di crescita di Facebook faranno lievitare (è immancabile) i costi per le inserzioni.

Per cui inizia ora a cercare una strategia efficace di Facebook marketing  ed a sfruttare appieno i benefici della pubblicità sul social network.

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Grazie e buon ADVERTISING.

Pixel Facebook: cos’è e a cosa serve, in parole semplici

Pixel Facebook: cos’è e a cosa serve, in parole semplici

Quante volte lo hai sentito nominare e quante volte ti sei chiesto/a cos’è il Pixel di Facebook. In rete puoi trovare centinaia di tutorial avanzatissimi per configurare e installare questo aggeggio, ma oggi ti voglio spiegare semplicemente di cosa si tratta e a cosa ti può servire.

In questo articolo analizzerò, con parole adatte anche a chi ha poca dimestichezza con Facebook ADS e il web, i seguenti aspetti:

  • cos’è il Pixel Facebook
  • a cosa serve il Pixel
  • i benefici del Pixel
  • come configurarlo a livello base

Cos’è il Pixel di Facebook?

Il pixel è uno strumento, che viene messo a disposizione del tuo account pubblicitario Facebook, che permette di tenere traccia delle persone che visitano il tuo sito web mentre sono loggate su Facebook.

Questo cosa significa? Significa che se una persona (utente) visita il tuo sito e contemporaneamente ha una finestra del browser aperta su Facebook (con un account attivo ovviamente), il pixel tiene traccia della sua visita. Tale traccia viene mantenuta in modo anonimo da Facebook. Il dato che il pixel fornisce non è il signor Pinco Pallino ha visitato il tuo sito web, ma solamente che X persone nell’arco di un determinato tempo hanno visitato il sito.

Il Pixel di Facebook altro non è che un pezzo di codice da inserire all’interno del tuo sito web. Ops, scusami, fino ad ora non ti ho detto le condizioni fondamentali per poter sfruttare il pixel:

  • avere un account inserzionista su Facebook
  • avere un tuo sito web

Non entro nel dettaglio del contenuto del codice (ti riporto di seguito un esempio), visto che questa introduzione al pixel vuole essere davvero basilare. Per cui facciamo come se non avessimo competenze di programmazione HTML.

Pixel Facebook

Una bella serie di geroglifici in codice che non ti dicono nulla vero? Beh… neanche a me a dire il vero. Ci basti sapere che questo pezzo di codice viene personalizzato per ogni account pubblicitario di Facebook e contiene una stringa di 15 cifre univoca per ogni account. Questo sta a significare che un account può monitorare un solo sito? Teoricamente si. Praticamente ti consiglio di evitare di piazzare lo stesso Pixel su più siti, creerebbe solo confusione (a livello di pubblico intendo).

A cosa serve il Facebook Pixel?

In parte l’ho già detto nel paragrafo precedente: serve a tenere traccia delle persone che visitano il tuo sito web. Sai che novità… c’è Google Analytics. Ne hai mai sentito parlare? Bene, Analytics e Pixel sono due mondi completamente distinti.

Mentre Google Analytics tiene traccia, in modo anonimo ed aggregato, delle visite al sito, il Pixel Facebook consente di creare dei pubblici personalizzati, all’interno della piattaforma di Facebook, da poter riutilizzare per creare inserzioni sempre più mirate ed efficaci.

La vera potenza di Facebook e degli strumenti a disposizione degli inserzionisti è di poter parlare in modo diretto alle persone (clienti) che in qualche modo sono già entrate in contatto con noi attraverso tutti i canali digitali.

Una persona che atterra sul tuo sito perché ha fatto una ricerca su Google, probabilmente ha un interesse particolare verso ciò che hai da proporre (vendere) in termini di prodotti o servizi. Il problema nasce quando questa persona lascia il tuo sito web: come potresti riconquistarla e riproporre le soluzioni che la tua attività propone? Attraverso il Pixel, il pubblico personalizzato e Facebook ADS.

Grazie a questo piccolo pezzo di codice che, grazie a chi ti ha creato il sito web, sarà installato in tutte le pagine puoi anche creare delle azioni (dette conversioni) e monitorare tutto ciò che avviene nel sito. Quindi non solo le visite, ma anche acquisti, aggiunta alla lista desideri, checkout, ricerche interne ecc e fare delle azioni mirate di advertising su Facebook a seconda delle azioni che hanno compiuto le persone nel sito.

Perché devi installare subito il Pixel?

Vediamo a questo punto di riassumere i 6 motivi per installare subito il Pixel:

  • tenere traccia delle persone che visitano il sito web (in modo anonimo e aggregato)
  • creare dei pubblici personalizzati all’interno della piattaforma pubblicitaria
  • creare inserzioni in Facebook più efficaci e spendere meno soldi
  • monitorare le conversioni
  • fare azioni di Facebook Retargeting o Remarketing
  • è gratuito

Ho dovuto riportare dei termini talvolta tecnici. Perdonami. Nei prossimi articoli approfondirò i vari argomenti, per cui ti invito ad iscriverti alla newsletter o seguirmi su Facebook così non ti perdi le prossime puntate.

Come configurare il pixel

La configurazione del Pixel può essere eseguita in pochi semplici passi, anche perché il lavoro sporco lo deve fare il tuo web designer.

Prima di tutto devi andare nel tuo account inserzionista, in particolare al seguente URL https://www.facebook.com/ads/manager/, cliccare in alto a sinistra le tre barrette grigie e selezionare PIXEL.

Dove posso trovare il pixel facebook

A questo punto, clicca sul pulsante verde CREA UN PIXEL.

Creare pixel facebook

Dalla schermata successiva, seleziona COPIA E INCOLLA IL CODICE.

Installazione pixel

Il codice che hai copiato invialo via email al tuo web designer e scrivigli così “Incolla il codice del Pixel Facebook in tutte le pagine prima del </head>”. A noi non dice niente questa affermazione, ma per lui sarà un messaggio in codice chiarissimo.

Alla conferma che il pixel è installato, inizierai a vedere che il pixel si accende ad ogni accesso al sito web da parte di un utente simultaneamente loggato in Facebook.

pubblico personalizzato pixel

A questo punto dovresti iniziare a creare dei pubblici personalizzati, ma devo mantenere fede alla promessa iniziale, ovvero parlare in modo semplice del Pixel di Facebook. Sei arrivato in questa pagina e avevi solo sentito parlare (forse) del Pixel. Assieme abbiamo fatto un grande passo in avanti creando anche il tuo primo codice e facendolo installare. Non corriamo troppo. Per oggi basta così.

Per finire

E’ stato troppo difficile? Spero di no. Ho cercato di utilizzare termini di facile comprensioni per aiutarti a comprendere il motivo per cui non puoi vivere di Facebook ADS senza sapere cosa sia il pixel.

Anche la pagina che stai leggendo è monitorata dal mio Pixel di Facebook, per cui non arrabbiarti se un giorno ti riproporrò dell’advertising su Facebook. 😉

Sono stato utile? Dimostrami se hai apprezzato il mio lavoro. Puoi scegliere una, due o tre alternative:

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Intrastat fatture Facebook: addio ! [FORSE > aggiornamento 20/02/17]

Intrastat fatture Facebook: addio ! [FORSE > aggiornamento 20/02/17]

[AGGIORNAMENTO 20/02/2017]

Considerata la comunicazione congiunta dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che puoi scaricare qui, la dichiarazione Intrastat rimane in vigore fino all’approvazione definitiva del testo del Decreto Milleproroghe. Per cui ciò che andrai a leggere nel post possiamo definirlo “attualmente sospeso”.

[TESTO DEL POST ORIGINALE]

Oggi vi parlo delle novità 2017 riguardo la dichiarazione Intrastat, una vera spina nel fianco per tutte quelle aziende e professionisti che acquistano inserzioni pubblicitarie su Facebook. Non seguo personalmente attività di advertising su Google Adwords, ma non escludo che la novità possa coinvolgere anche questo canale pubblicitario.

Andiamo con ordine, vediamo prima di capire cosa è la dichiarazione Intrastat per le fatture Facebook.

Anticipo che non sono un commercialista, ne ho una formazione in economia, per cui utilizzerò dei termini che potrebbero risultare talvolta banali. Non ti fermare ai termini che userò, pensa solo che non pagherai più il servizio di comunicazione Intrastat al tuo commercialista.

Dichiarazione Intrastat per l’acquisto di servizi comunitari

La chiamano in diversi modi:

  • modello Intrastat o modello Intra
  • comunicazione Intra
  • servizio Intrastat

Il concetto fondamentale è questo: se hai Partita IVA e acquisti servizi attraverso operazioni intracomunitarie, l’Agenzia delle Dogane e Monpoli impone la registrazione di tali acquisti attraverso la comunicazione Intrastat, il relativo codice nomenclatura Intrastat (codice nomenclatura servizi) ed il software Intr@web. La comunicazione può avere cadenza trimestrale (operazioni totali nel trimestre inferiori a € 50.000,00) o mensili (oltre i € 50.000,00).

La semplice comunicazione del servizio potrebbe anche risultare semplice (non di certo per me), tuttavia il vero problema si presenta quando ad eseguire l’operazione è un professionista, nella fattispecie il commercialista. In questo caso (ne ho sentito di tutti i colori), per una dichiarazione trimestrale, i prezzi medi si attestano sui 50-60€.

Costi che, ovviamente, vanno a gravare sul budget da investire in Facebook ADS.

La fattura per acquisto inserzioni facebook (operazione intracomunitaria?)

Eh si, purtroppo si: la fatturazione di Facebook ha come paese di origine l’Irlanda, quindi si tratta di una operazione intracomunitaria e quindi è (era) necessaria la dichiarazione Intrastat.

Hai creato il tuo account inserzionista in qualità di privato o azienda?

Nel primo caso (mi fa molto strano) non sei tenuto a obblighi particolari nei confronti del fisco. Non acquisti advertising per una azienda (e per chi lo fai allora?) quindi le fatture ti arrivano già IVAte (IVA Irlandese).

Nel secondo caso, la fattura pubblicità Facebook ti viene inviata netto dell’IVA per cui sei obbligato a versarla nel tuo paese di residenza secondo il tuo regime fiscale. Successivamente sei anche obbligato alla comunicazione Intrastat delle fatture Facebook e qui, a meno che non ti arrangi in questo tipo di cose, avrai bisogno del tuo commercialista. Il suo compito è quello di identificare il corretto codice Intrastat (detta anche nomenclatura Intrastat) e procedere alla comunicazione trimestrale (o mensile) sul sito dell’Agenzia delle Dogane.

Cosa cambia dal 1° Gennaio 2017?

agenzia dogane intrastat facebook

Con la legge nr.225 del 1 Dicembre 2016 è stato convertito il D.L. n.193/2016 “recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”.

Questo il link alla comunicazione ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Ho sempre odiato questo tipo di terminologia ma oggi devo farlo. Sei pronto?

Ai sensi dell’art.4, comma 4, lett B) del succitato DL è venuto meno l’obbligo di presentazione dei modelli Intra relativi agli acquisti/prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato UE.

In altre parole, espletata la dichiarazione dell’ultimo trimestre 2016, non sarà più necessaria la dichiarazione Intrastat relativa a Facebook.

L’Agenzia delle Dogane ha anche confermato che persiste l’obbligo di presentare i modelli Intrastat riferiti al mese di dicembre, o quarto trimestre, 2016 da effettuarsi entro il 25 Gennaio 2017.

Da notare che l’Agenzia delle Dogane ha giustificato l’interpretazione della norma evidenziando che l’abrogazione dei modelli Intra-2 è strettamente correlata all’introduzione del nuovo adempimento relativo allo spesometro trimestrale. Cosa è e quanto costera? Per ora godiamoci questo momento.

Intrastat Facebook: com’era e come sarà

Prima di questa nuova legge ho dovuto gestire molte campagne pubblicitarie su Facebook con il mio account inserzionista. Penso anche molti di voi. Probabilmente è il modo meno efficace di gestire l’advertsing sui social, ma ciò era dovuto al fatto che i clienti non volevano farsi carico del costo del servizio di comunicazione Intrastat del (loro) commercialista. Da parte mia, il costo trimestrale della dichiarazione veniva equamente distribuito fra le varie campagne, risultando in un costo pro capite decisamente inferiore.

I compiti del commercialista erano:

Grazie alla Legge nr.225/2016 ora la gestione è sicuramente più semplice e non più onerosa (a meno di eventuali modifiche o diverse interpretazioni). Mai dire mai. Prendiamo atto che per adesso è così !

Ora anche gli inserzionisti più scettici avranno modo di operare autonomamente con il loro account insezionista, detrarre i costi della pubblicità a fronte delle fatture di Facebook, impostare in modo professionale il loro Business Manager ed eventualmente darlo in gestione ad un Social Media Specialist professionista.

Se ritieni che questo contenuto possa essere utile a qualche tuo conoscente condividilo. Se invece ritieni che ci siano ulteriori chiarimenti da apportare lasciami il tuo commento.

Collaborare è utile per tutti e ci aiuta a crescere professionalmente.

Social Media Marketing in Azienda: intervista a Alberto Nalin

Social Media Marketing in Azienda: intervista a Alberto Nalin

Seconda puntata della rubrica “Social Media Marketing in Azienda“. Oggi sentiamo l’esperienza diretta di Alberto Nalin, dipendente di Solidarietà Veneto, che da qualche anno ha intrapreso un percorso di integrazione di strategie social all’interno dell’organizzazione per la quale lavora: Solidarietà Veneto. Opera in ambito previdenziale, ma è meglio se ci facciamo raccontare tutto da lui.

Alberto, grazie per la tua disponibilità a questa intervista digitale. Iniziamo parlando di te e dell’azienda per cui lavori: Solidarietà Veneto. Spiegaci brevemente di cosa si occupa Solidarietà Veneto e quale ruolo ricopri all’interno dell’organizzazione.

Solidarietà Veneto è il fondo pensione contrattuale di tutti i lavoratori del Veneto. Il nostro compito è impegnativo, ma estremamente stimolante: affianchiamo le persone nella costruzione di una pensione integrativa, mettendo a loro disposizione consulenza, professionalità e una continua ricerca di migliorare le condizioni proposte. Personalmente, sono arrivato in Solidarietà Veneto nel 2008 e, attualmente, ricopro il ruolo di marketing manager.

Fra tutti gli aspetti del web marketing che gestisci, ti ho invitato su Meedialab per parlare di Social Media Marketing. Da quanto tempo Solidarietà Veneto ha integrato nella sua strategia digitale la presenza dei social network e quali sono stati gli step che hanno portato a questa decisione?

Siamo presenti sui social dal 2010; ricordo ancora quando abbiamo pubblicato la nostra pagina Facebook… quante cose sono cambiate in soli 6 anni! Siamo stati tra i primi nel nostro settore ad affrontare il mondo dei social network. Il nostro percorso è iniziato con l’obiettivo di entrare in contatto con le persone anche attraverso canali meno tradizionali. Nel corso degli anni abbiamo rafforzato la nostra presenza, anche su altre piattaforme.

In quali social network possiamo trovare profili di Solidarietà Veneto?

Oggi siamo presenti su Facebook, YouTube e Telegram.

Nel vostro piano di social media marketing, che ruolo svolge Facebook e quali obbiettivi volete raggiungere grazie ad esso?

Facebook rappresenta il nostro canale social principale, attraverso il quale forniamo contenuti di qualità al pubblico, spaziando su più temi e cercando di essere meno auto-referenziali possibile. Facebook, inoltre, si presta come piattaforma adatta alla condivisione delle esperienze tra i lavoratori iscritti e non al nostro Fondo. Una condivisione che cerchiamo di stimolare costantemente. Abbiamo raggiunto un buon livello di coinvolgimento con alcune iniziative pensate proprio per i social, una di queste è in corso proprio in questi giorni pre-natalizi.

Solidarietà Veneto tratta un argomento al quale le persone sono molto sensibili: la previdenza integrativa. Viviamo in un periodo di profonda incertezza in tal senso e molto spesso esterniamo queste preoccupazioni anche nei social network, su Facebook in primis. Quanto è importante per Solidarietà Veneto essere presente nel social network blu e poter così monitorare i dialoghi e intercettare il malcontento?

È estremamente importante, decisivo. La nostra presenza sul social network e l’interlocuzione costante con le persone ha dimostrato che questo malcontento, spesso, è in realtà una voglia di informazioni più chiare e comprensibili su un tema che, du frequente, viene presentato in modo complicato. Ecco, su questo i social e Facebook in particolare, sono uno strumento straordinario se usati nel modo giusto e all’interno di una strategia ben definita.

Facebook, si sa, è fatto per le persone. Solidarietà Veneto ha saputo cogliere questo aspetto fondamentale del social pubblicando (da poco) interviste, con volti, nomi e tag, a persone che hanno scelto il fondo pensione per le necessità più svariate. Noti delle differenze in termini di coinvolgimento quando vengono pubblicate queste interviste rispetto alla pubblicazione di contenuti generici?

La differenza è sostanziale. Come ti dicevo, siamo convinti sia importante stimolare le persone a condividere le esperienze. A tutti noi piace vedere e conoscere storie di altre persone, per confrontarle con la nostra e trarre spunti di miglioramento o esempi da evitare. Il rapporto con le persone per noi è essenziale, proprio per la nostra natura territoriale. Nel nostro marketing team non parliamo di target, di clienti o di cluster. Parliamo solo di persone e su di esse costruiamo le nostre strategie.

Quanto valore ha, agli occhi del pubblico, mettere la persona davanti al servizio offerto?

Oggi è molto importante, non c’è dubbio. Anche la comunicazione e il marketing sono profondamente cambiati. Personalmente credo che il cliente, e più in generale le persone, non debba essere convinto a fare qualcosa. Oggi un’organizzazione di successo è quella che mette valore a disposizione delle persone, affiancandole e facendosi scegliere per ciò che realmente è in grado di proporre. Insomma, Simone, l’attenzione alla persona, ai suoi bisogni e alle sue esigenze deve essere reale, non solo una facciata. Perché il consumatore di oggi è molto evoluto.

Solidarietà Veneto investe in campagne sponsorizzate su Facebook? Con quale obbiettivo?

Al momento non abbiamo ancora sviluppato le campagne, ma ci stiamo preparando, anche a gestirle in modo efficace. Come ti dicevo, occorre un approccio strategico, che abbracci il marketing e la comunicazione in funzione degli obiettivi di business. Anzi, Simone, posso darti una piccola anticipazione: il 2017 sarà l’anno in cui Solidarietà Veneto effettuerà campagne sponsorizzate su Facebook, su particolari iniziative che abbiamo in programma.

Alberto, nel tuo profilo personale Linkedin pubblichi degli interessanti post attraverso Pulse (piattaforma blog di Linkedin ndr)  in cui parli di pensioni integrative (e non solo). E’ una tua scelta personale o è stata una decisione aziendale?

E’ stata una scelta personale, condivisa con la direzione. Ritengo Linkedin e Pulse degli strumenti straordinari dal punto di vista professionale e di personal branding. Quando si impara a distinguersi dalla fuffologia, Linkedin offre un mare di spunti interessantissimi.

Quando ci siamo conosciuti abbiamo disquisito sull’importanza di avere un buon piano di digital marketing e del personale dedicato (anche libero professionista) per gestirlo. Forte di questa convinzione, della tua esperienza ma soprattutto dei risultati che Solidarietà Veneto ottiene, consiglieresti ad una PMI un investimento in Social Media Marketing e più in generale in web marketing?

E’ un investimento imprescindibile. Ho spesso contatti con le PMI e noto che l’investimento nei social e nel web è avvolto da un’aura di scetticismo. E’ comprensibile, chi gestisce un’attività o una PMI necessita di fatturare, di avere ritorni immediati. Un piano digital (ben fatto) richiede programmazione, costanza e soprattutto tempo. Un piano di digital marketing non è buttar giù inserzione, scrivere un budget e ricevere report settimanali. È molto di più. In questo senso, voglio sottolinearlo ancora una volta, occorre affidarsi a partner seri, professionali e capaci e i risultati che si otterranno saranno davvero importanti.

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Alberto, sei stato gentilissimo a mettere a disposizione il tuo tempo per me e per i lettori del blog di Meedialab. Ci hai dato una quantità di spunti interessanti su cui riflettere, fra i quali, secondo me il più importante, mettere i bisogni delle persone davanti a tutto. Con un obiettivo così chiaro, i risultati non possono mancare.

Social Media Marketing in azienda: intervista a Sergio Prior

Social Media Marketing in azienda: intervista a Sergio Prior

Oggi inizio questa nuova rubrica “SOCIAL MEDIA MARKETING IN AZIENDA“. Spero che per molti di voi risulti utile. Faccio parlare per voi le persone che lavorano all’interno di aziende le quali hanno già adottato strategie di web marketing e social media marketing per promuovere il proprio marchio.

Vorrei farvi capire il percorso che queste persone (o team di persone) hanno realizzato per sfruttare i benefici che il web può portare oggi a una azienda (fatturato? non solo…). Titolari di PMI, responsabili marketing, social media marketers, specialisti in SEO e social media: tutte persone che hanno portato risultati alle aziende, andando oltre la crisi come tutti la conosciamo, e cercando nuovi modi per far conoscere il loro brand a livello internazionale.

Iniziamo con Sergio Prior, responsabile Marketing di Breton spa. Bando alle ciance, sentiamo cos’ha da raccontarci.

– Sergio, come premessa spiegaci rapidamente di cosa si occupa l’azienda per cui lavori e quale ruolo ricopri all’interno della sua organizzazione
Breton spa ha iniziato nel 1963 come costruttrice di macchinari e linee per lavorare la pietra naturale (marmo e granito). Siamo l’unica azienda al mondo che produce tutta la filiera delle macchine che lavorano la pietra dal blocco estratto in cava al prodotto finito.
Alla fine degli ’60 Breton ha iniziato a costruire gli impianti per la fabbricazione di blocchi, lastre o singole mattonelle in Engineered Stone (pietra composita). A metà degli anni 90 abbiamo iniziato a produrre centri di lavoro verticali ad alta velocità per i settori: Aerospaziale, Automotive, Racing, Ingranaggi, Stampi e Meccanica in generale.
Io sono responsabile dell’ufficio Marketing e Pubblicità.

– Fra tutti gli aspetti del web marketing che gestisci, prendiamo in considerazione il Social Media Marketing. Da quanto tempo Breton ha integrato nella sua strategia la presenza dei social network e quali sono stati gli step che hanno portato a questa decisione?
Nel 2008 ho iniziato a utilizzare Youtube per veicolare i video delle nostre macchine. Dato che i risultati erano scarsi, ho iniziato a inserirli in un blog di prodotto specifico per le nostre macchine che oggi è presente in 7 lingue. Utilizzando le newsletter per far conoscere i nostri prodotti linkavo i vari post e ho iniziato a trovare commenti di persone interessate e soprattutto a ricevere richieste di info e prezzo che non provenivano dal sito breton.it

– In quali social network possiamo trovare profili aziendali di Breton?
Ci trovate in Facebook, Linkedin, Pinterest, Youtube, Google+ e Twitter.

– Parliamo di Facebook. Breton è notoriamente rivolta al B2B. Quanto è importante essere presenti in un social network che, vedi anche l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo che regola il news feed, mette sempre più al centro le relazioni fra persone, a scapito delle aziende?
Non ho riscontrato una diminuzione di commenti e condivisioni da quando è arrivato il news feed. Piano piano acquisiamo nuovi iscritti che ci seguono e apprezzano soprattutto i nostri video e foto come del resto funziona per tutti su Facebook.
Facebook è importante perché ci sono quasi 2 miliardi di persone, poi perché ho idea, nel prossimo anno, di coinvolgere i nostri fornitori e clienti per aumentare l’audience.

– Nel vostro piano di Social Media Marketing, che ruolo svolge Facebook e quali obbiettivi vi siete prefissati di raggiungere grazie al social media blu?
Facebook è al pari di Linkedin e dei gruppi su Linkedin il canale social migliore per veicolare il Brand, per interagire con chi è interessato ai nostri macchinari, per diffondere le nostre innovazioni e per portare a casa richieste commerciali ovviamente.

– Quanta importanza da Breton al coinvolgimento dei propri dipendenti come brand ambassadors?
Questo è un progetto per il 2017, dopo un breve corso di istruzione ai dipendenti su come comunicare. Il dipendente che parla bene del suo posto di lavoro è il migliore Ambassador per una azienda!

– Breton è un brand internazionale, tuttavia in Facebook è presente una sola pagina aziendale che pubblica in italiano/inglese. Ci spieghi il motivo di questa scelta?
Nel caso di pubblicizzare i post del blog, scriviamo anche in tutte le 7 lingue. Ora Facebook lo permette.
Per il resto al 90% trovi Italiano e Inglese, d’altronde Facebook traduce abbastanza bene.
Se dovessimo scrivere ogni volta in tutte le lingue i tempi di traduzione e i costi aumenterebbero.

Grazie al digital, molte aziende hanno “scoperto” la possibilità di tracciare e calcolare il ROI (Ritorno d’investimento) dei loro investimenti in marketing. Ciò ha determinato il ridimensionamento degli investimenti in marketing tradizionale (depliant, brochure, fiere, ecc). Breton come ha vissuto questo passaggio e, se ce lo puoi dire, investe di più in marketing digitale o tradizionale?
Breton continua a investire molto nel marketing tradizionale partecipando a una media di oltre 60 fiere all’anno. Le fiere sono lo strumento più importante perché c’è il contatto faccia a faccia con il Cliente. Abbiamo ridotto moltissimo le spese di pubblicità sulle riviste di settore perché non è possibile calcolarne il ROI. Stampiamo ancora molti cataloghi anche se il download dei cataloghi in PDF supera le tirature di stampa.

Quali consigli ti senti di dare ad una PMI locale che non ha nè personale nè budget astronomici da dedicare al digital marketing ed in particolare ai social?
1 – di guardare l’investimento nel lungo periodo. Sarebbe un errore pensare che nel giro di pochi mesi si aumentano i clienti. A meno che non si realizzino campagne a pagamento nei social network
2 – se possibile addestrare una persona all’interno o rivolgersi a uno specialista esterno che curi tutta l’attività Social, a stretto contatto con il personale dell’azienda
3 – io resto dell’idea che per ora il migliore strumento rimanga la DEM (Direct Email Marketing). Inviare una newsletter a un database profilato porta maggiori frutti rispetto l’utilizzo dei soli canali social
4 – nel caso di presenza a una fiera o lancio di un nuovo prodotto, utilizzare le campagne a pagamento sia su Facebook, che ti permette una altissima targhettizzazione, che su Google Adwords
5 – se c’è passione, la fatica non si sente e arriveranno i frutti!

Grazie a Sergio per la disponibilità e gli ottimi consigli che ha voluto condividere con noi.

Il social media marketing è una delle tanti opportunità di promozione che le aziende hanno oggi sul web. Imparare da chi ha già fatto esperienza e iniziare a riflettere su quali benefici possa portare ad una azienda è un MUST. E tu ora sei un pò più convinto che è tempo di affrontare la sfida?

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