Come ho generato 19 ore di visualizzazioni video su Facebook in meno di 24 ore

Come ho generato 19 ore di visualizzazioni video su Facebook in meno di 24 ore

Giusto qualche settimana fa ti parlavo dell’ultimo aggiornamento dell’algoritmo che regola la sezione notizie di Facebook, e da allora ho iniziato (per l’ennesima volta) ad analizzare l’entità delle modifiche in corso da parte del team di Menlo Park.

Mediamente ho notato una riduzione della portata organica delle pagine del 10-15%. (Ti ricordo che la portata organica è il numero di persone che, una qualsiasi pubblicazione fatta su Facebook da parte di una pagina, riesce a raggiungere senza investire soldi in sponsorizzazioni). Come al solito se ne sono viste e sentite di tutti i colori, ma oggi ti voglio parlare di un altro aspetto.

Piuttosto che lamentarmi pubblicamente del nuovo aggiornamento di Facebook, ho iniziato a leggere, informarmi, studiare e cercare di trovare una soluzione che fosse amica di questo aggiornamento. L’opinione, di quelli che come me non hanno visto rischi ma opportunità, è stata comune: puntare su video, video live possibilmente.

In effetti da un anno a questa parte (o forse anche di più) la sezione notizie è sempre più popolata di video. Ci piacciono, ci coinvolgono, ci tengono attaccati al nostro dispositivo. Facebook lo ha capito, sta facendo la guerra a YouTube su questo fronte e vuole fare di tutto per tenere i propri utenti all’interno della piattaforma.

E quindi?

Beh, fare dei bei video non è una cosa da comuni mortali, ma Facebook ha pensato anche a questo. Ha introdotto Facebook Live per dare la possibilità a chiunque di trasmettere in diretta, in modo naturale e senza particolari attrezzature.

Il test

Ho voluto quindi testare, per la pagina di un cliente, la potenzialità dello strumento Facebook Live, ovvero lo strumento di Facebook per fare video in diretta.

facebook live

La pagina dalla quale ho trasmesso conta poco più di 4500 LIKE, è dedicata all’hobbistica femminile e corsi di Handmade. Reach media dei post organici: 20% dell’audience (che non è male di per se).

Nonostante le indicazioni di chi ha già testato lo strumento ho voluto fare il live senza avvisare e senza organizzare nulla di particolare. Parlo di set di ripresa, luci, sfondo e via dicendo. Addirittura durante il video non è previsto il parlato ne la ripresa di volti umani.

Facebook live: la diretta e le prime ore che seguono

Alle 18.30 del 21 Luglio siamo live. Il video dura in tutto 1 minuto e 44 secondi. Durante la diretta raggiungo 4 spettatori. E’ giù un grande risultato, considerato che il popolo che segue la pagina non è stato avvertito. Posso anche aggiungere che il video mostrava un articolo assolutamente fuori stagione: la preparazione dei primi addobbi per la stagione natalizia (ho detto preparazione non esposizione :-)) ).

Il vero botto il video lo fa appena dopo la diretta. Iniziamo ad arrivare i primi commenti, i primi like e anche una condivisione.

Alle 19.30 abbiamo già raggiunto un migliaio di persone e circa 200 visualizzazioni.

Alcuni dati del giorno dopo

Sono le 16.30 del 22 Luglio, il giorno dopo la pubblicazione del video. Questi che seguono sono i dati relativi alle visualizzazioni.

dati video facebook

Nel dettaglio vi propongo anche alcuni dati sul coinvolgimento del pubblico.

reazioni video facebook

Delle 3757 persone raggiunte dal video, che ricordo non è stato in alcun modo annunciato ne sponsorizzato, 1828 (persone uniche) lo hanno visualizzato generando i numeri riportati nella tabella precedente.

Il dato che mi ha sconcertato e che ha dato il titolo a questo post è invece il totale di minuti visualizzati, ovvero 1143 !!!

minuti visualizzazioni video FB

Un video fatto senza arte ne parte ha tenuto le persone incollate allo schermo per un totale di 19 ore.

No dico, 19 ore in cui le persone su Facebook sono state in qualche modo connesse al brand. Interesse? Affetto? Curiosità? Intanto sono state li e non da altre parti…

Per proseguire con l’analisi degli Insights che Facebook mette a disposizione degli amministratori delle pagine, un altro dato interessante è relativo alla percentuale media di completamento del video. Il sistema mette a disposizione 2 metriche.

E’ possibile visualizzare i dati relativi a:

  • percentuale di completamento in Riproduzione automatica
  • percentuale di completamento dopo Clic per riprodurre

percentuale visualizzazioni video

Se da un lato solo il 6% delle persone hanno cliccato per riprodurre il video, un numero maggiore di queste è arrivato a visualizzarlo tutto. Insomma, se la persona clicca perché è interessata, molto probabilmente è anche più disposta a visualizzarlo tutto.

Considerazioni

Sono tutti numeri che non contano? Dipende is the king [cit.]

Se l’obbiettivo della pagina aziendale è vendere (lo è anche per te vero?) posso dirti che fra i commenti al post c’è stato interesse da parte di alcune persone per l’articolo ripreso e ciò ha portato alla vendita di un pezzo.

Se invece analizziamo questo caso studio come esempio per contrastare l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo del news feed, beh questi numeri sono fondamentali.

Raggiungere il 75% della propria audience (in meno di 24 ore) non è più una passeggiata. I contenuti classici (post, foto, ecc) non hanno più la portata organica dei tempi d’oro, per cui gli amministratori di pagine Facebook devono considerare molto seriamente l’inserimento di video nelle loro strategie di Social Media Marketing, e i numeri che ti ho mostrato ne sono la conferma.

Non oso immaginare quali numeri avrebbe generato un video in diretta realizzato secondo i canoni degli esperti, ovvero:

  • avvisare il pubblico per tempo che il giorno X all’ora Y ci sarà un LIVE che parlerà di…
  • preparare una scaletta di argomenti di cui parlare
  • ecco appunto… parlare durante il video
  • creare almeno la parvenza di una scenografia
  • assicurarsi che la linea internet sia sufficientemente stabile da garantire un segnale di qualità per tutta la durata
  • fare uso di un microfono esterno a quello del device
  • attendere che le persone si connettano (quando ricevono la notifica del live) prima di iniziare a parlare dell’argomento
  • dare il benvenuto alle persone che si connettono e che a loro volta si presentano

Ok, penso di averti dato parecchi buoni motivi per integrare dei video nella pagine aziendali che gestisci su Facebook. Ce lo stanno facendo capire in tutti i modi ormai, quindi o investi in campagne a pagamento o investi in video. In ogni caso per fare le cose bene devi investire soldini. L’era di “ma facebook è aggratis” è finita, da un bel pò.

Coinvolgere il pubblico è il cardine di qualsiasi strategia social, per cui o ci si adegua o si soccombe…

Facebook ADS: gli step per realizzare una campagna a pagamento

Facebook ADS: gli step per realizzare una campagna a pagamento

Oggi vi voglio parlare dei 6 step imprescindibili a quali dovrai far fronte quando realizzerai la tua prima campagna sponsorizzata con Facebook ADS. Potresti aver già pigiato uno di quei pulsanti blu che Facebook distribuisce un pò ovunque nella tua pagina aziendale per spingerti a investire in campagne a pagamento, ma sappi che così facendo puoi utilizzare la piattaforma pubblicitaria del social al 10% delle sue potenzialità.

Ecco alcuni esempi di pulsanti che dovresti evitare di schiacciare:

Pulsanti FB ADS

L’interfaccia che appare quando premi questi pulsanti è evidentemente semplificata e ciò ti fa sembrare lo strumento più accessibile, ma sappi che questo è il miglior sistema per spendere più soldi ed ottenere meno risultati.

(Ricorda che le Facebook ADS dovrai usarle sempre di più dopo l’ultimo aggiornamento dell’algoritmo che regola il news feed).

Gestione Inserzioni

Per utilizzare (quasi) al 100% lo strumento di gestione delle inserzioni devi cliccare su https://www.facebook.com/ads/manager/creation/.  (In questo post dò per scontato che tu abbia già un account inserzionista attivo con tutti i dati di fatturazione compilati).

La schermata che appare e che ultimamente è stata modificata (e migliorata), dà subito una panoramica di come si svolgerà la realizzazione di una campagna sponsorizzata. Ecco che sulla destra puoi trovare una serie di step che ti aiuteranno a capire dove e quando andrai a definire tutti i dettagli della campagna.

step realizzazione campagna facebook ADS

Ogni campagna pubblicitaria si sviluppa su tre livelli:

CAMPAGNA —> GRUPPO DI INSERZIONI —> INSERZIONE

Dall’immagine è evidente cosa è necessario definire per ogni livello.

Campagna

In fase di definizione della campagna, alla quale ovviamente bisogna dare un nome, è indispensabile avere ben chiaro l’obbiettivo della stessa. Questo obbiettivo sarà lo stesso per tutti i gruppi di inserzioni e le inserzioni che andrai a definire.

Ecco una lista di obbiettivi che una campagna sponsorizzata su Facebook ti permette di raggiungere:

Obbiettivi campagna facebook ADS

Sono davvero un bel pò di obbiettivi, ma con l’esperienza ti renderai conto che sono i primi 4 quelli che utilizzerai nel 95% dei casi.

Gruppo di inserzioni

Nel gruppo di inserzioni si vanno a definire:

  • Pubblico
  • Posizionamento (sezione notizie del computer, sezione notizie su dispositivi mobili, colonna destra del computer, Instagram, Audience Network)
  • Budget
  • Programmazione

E’ possibile definire anche più pubblici, posizionamenti, budget e programmazione in modo da testare quali saranno quelli che performeranno meglio ed evidentemente porteranno migliori risultati in termini di obbiettivi della campagna.

Ciò significa che una campagna può avere più gruppi di inserzioni differenziati per età, interessi, comportamenti o qualsiasi altro dettaglio definibile in questa sezione. La definizione del pubblico è particolarmente importante per avere i migliori risultati in termini di risultati. Infatti un un pubblico non idoneo al messaggio (inserzione) sponsorizzato molto probabilmente non interagirà con lo stesso.

Inserzione

Questa è la sezione dove effettivamente andrai a definire tutto ciò che il pubblico selezionato vedrà nel suo dispositivo o computer. I post  possono contenere oggetti di 4 tipi:

  1. Immagini
  2. Video
  3. Testo
  4. Link

Anche in questa sezione puoi creare svariati tipi di contenuti variando l’immagine, il testo e via dicendo per capire quale ha migliori risultati con il target definito.

Struttura campagna

Una volta definiti tutti gli step della Facebook ADS puoi iniziare a testare vari pubblici, inserzioni, programmazioni o posizionamenti. In questo modo la tua campagna a pagamento diventa come una struttura ad albero.

Struttura campagna Advertising Facebook

Alla sommità abbiamo l’obbiettivo della campagna.

Nella sezione intermedia trovi i gruppi di inserzioni che si differenziano per pubblico, posizionamento, budget, programmazione.

Nella parte inferiore tutti contenuti creativi destinati ai diversi pubblici che hai creato.

E’ evidente che la struttura così ottenuta ti permette di monitorare al meglio l’andamento dei tuoi investimenti e di dirottare il budget verso le inserzioni che portano più risultati.

 

Ora hai le idee un pò più chiare per realizzare la tua prima campagna sponsorizzata su Facebook. Ricorda la cosa fondamentale: ti auguro di riuscirci, ma alla prima sponsorizzata non riuscirai ad avere risultati interessanti, per cui attento alla regola del 20% di testo e poi fai tanti test. Vedrai che prima o poi anche tu otterrai i migliori risultati al giusto prezzo, come un social media specialist professionista.

Facebook ADS: addio alla regola del 20% di testo. O forse no?!

Facebook ADS: addio alla regola del 20% di testo. O forse no?!

Facebook, si sa, non è un ente benefico e vive grazie alle inserzioni a pagamento che tutti i Social Media Specialist realizzano sulla sua piattaforma pubblicitaria. Non è un caso che lo stesso Facebook tenga monitorata la rete, soprattutto i social, per valutare il sentiment intorno agli argomenti che più gli stanno cari, ovvero in questo caso, gli investimenti che le attività fanno sul social per promuovere i loro servizi.

Uno degli argomenti più trattati, odiati e ripudiati da quando esiste Facebook ADS è sicuramente la regola del 20% del testo sulle immagini. Quanti social-media-cugini ignari si sono visti le loro inserzioni non approvate dal robot di Marc Zuckerberg? Sarà successo sicuramente anche a te che stai leggendo questo post. A proposito, se lo troverai utile potresti condividerlo nei tuoi canali social, che ne dici?

La regola del 20% di testo sovrapposto sulle immagini

Il social network blu non è nato come strumento per fare pubblicità, ma nel corso dei suoi primi anni di vita qualcuno a Menlo Park ha capito che sarebbe potuto diventare un ottimo strumento per veicolare contenuti promozionali “mascherati”. Si sono così affacciate al social le aziende, molte delle quali hanno iniziato (e continuano) a fare esclusivamente pubblicità. Pertanto venne inserita una regola per cercare di limitare l’impatto che le inserzioni avevano sulle persone, evitando che queste scappassero dal social perché bombardate da contenuti pubblicitari: la regola del 20% di testo.

Qualsiasi contenuto visual di una inserzione non poteva essere ricoperto da testo per più del 20%. Un bel grattacapo per tutti gli inserzionisti, ma una buona notizia per gli utenti che non vedevano immagini con grafiche straripanti di messaggi pubblicitari.

Per calcolare la percentuale di superficie ricoperta da testo, Facebook mette(va) a disposizione uno strumento, denominato strumento griglia Facebook, che divideva la superficie in 25 rettangoli uguali. Ognuno dei rettangoli rappresentava una porzione pari al 4% della superficie.

strumento griglia facebook

Una volta caricata l’immagine era possibile definire in modo semplice, selezionando i rettangoli che contenevano del testo, a quanto corrispondeva la superficie relativa. Nell’esempio qui sopra puoi vedere che sono selezionati 5 rettangoli, ovvero 5 x 4% = 20%. Una sponsorizzata con questa immagine sarebbe stata approvata.

regola testo facebook ads

Nel secondo esempio invece puoi vedere come la stessa quantità di caratteri, ma leggermente spostata in basso, vada a coprire 10 rettangoli, ovvero il 40% della superficie. In questo caso l’ADS non sarebbe stata approvata.

Da qualche settimana le regole sono cambiate, vediamo come.

Testo sovrapposto sulle immagini: mai più limiti, o quasi

Per la felicità di molti inserzionisti, Facebook ha modificato la regola del 20% di testo sovrapposto all’immagine inserendo delle nuove linee guida e un nuovo strumento griglia.

Non più limiti al testo bensì una riduzione della copertura dell’inserzione all’aumentare della percentuale dello stesso. In poche parole più testo inserisci, più paghi le inserzioni. Nonostante ciò c’è ancora una possibilità che la sponsorizzata non venga approvata.

Le nuove linee guida possono essere visionate alla pagina Strumento per testo sovrapposto dove è ancora possibile caricare l’immagine della nostra ADS e verificarne la copertura del testo. Un nuovo strumento griglia Facebook.

A differenza della versione precedente dove era possibile verificare “a mano” quanti rettangoli comprendevano del testo, ora è il sistema (il robot) in automatico a rilevare il testo e stabilire quanto esso incide sulla superficie dell’immagine.

Il lavoro del robot potrà dare uno dei seguenti 4 risultati:

  • TESTO DELL’IMMAGINE: OK – La tua inserzione verrà pubblicata normalmente
  • TESTO DELL’IMMAGINE: BASSA – La copertura della tua inserzione potrebbe essere leggermente inferiore
  • TESTO DELL’IMMAGINE: MEDIA – La copertura della tua inserzione potrebbe essere molto inferiore
  • TESTO DELL’IMMAGINE: ELEVATA – La tua inserzione potrebbe non essere pubblicata

Vengono forniti anche degli esempi visivi per spiegare il concetto.

inserzione facebook approvata strumento griglia

poca copertura testo immagine con lo strumento griglia

Media copertura immagine inserzione Facebook derivata dall'analisi dello strumento griglia

troppo testo immagine facebook

La nuova regola del 20% in pratica

E’ evidente che la nuova regola del 20% del testo sovrapposto sulle immagini delle sponsorizzate è stata studiata per non deludere nessuna delle due parti:

  1. Gli inserzionisti che non vedranno più (o quasi) le inserzioni non approvate a causa della percentuale del testo
  2. Gli utenti che non saranno bombardati da inserzioni promozionali stile “volantino del supermercato”

Quindi Facebook da un lato tiene buoni gli inserzionisti che gli danno da vivere e dall’altro tiene buoni gli utenti che non scappano in altri social.

In buona sostanza l’inserzionista che ha la necessità di inserire del testo e non riesce a contenere il messaggio, si vedrà addebitare un CPM (costo per mille visualizzazioni) più alto rispetto a chi continuerà a rispettare la regola del 20%.

Le eccezioni alla regola del 20%

Sono state considerate anche delle eccezioni, dal momento che non tutto ciò che può essere usato come elemento grafico di una inserzione, può essere fatto rientrare nella regola del 20%.

Nella fattispecie, possono essere considerati eccezioni, le seguenti grafiche:

  • Locandine di film
  • Copertine di libri
  • Copertine di album musicali
  • Immagini di prodotti: quanto un intero prodotto può essere visto completamente e non solo una sua porzione ingrandita
  • Locandine di concerti / festival / eventi di sport
  • Lavori basati sul testo: fumetti, giornali, corsi di calligrafia
  • Screenshot di App e giochi
  • Testi aventi valore legale
  • Infografiche

Al mio via scatenate le ADS

Tutti a pubblicare ADS ricoperte di testo, tanto adesso nel 90% dei casi la stessa verrà pubblicata. Calma, stai sbagliando. Continua a ragionare come se la regola del 20% di testo fosse ancora valida nella sua versione originale. Solo in questo modo potrai garantirti di non “torturare” le persone nel social con le tue promozioni “stile supermercato” e al tempo stesso di contenere i costi.

Diversamente dovrai prendere in considerazione il progressivo allontanamento del pubblico dal tuo brand e proporzionalmente un aumento dei costi delle tue ADS.

Se hai trovato interessante questo post, puoi condividerlo nei tuoi canali social, mi aiuterai a crescere e a creare sempre nuovi contenuti utili per il tuo business su Facebook.

 

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