Facebook News Feed: nuovo aggiornamento

Facebook News Feed: nuovo aggiornamento

La storia si ripete, con una buona frequenza, e continuerà ad essere così. Il News Feed è il cuore di Facebook e Mr Zuckerberg ci tiene tantissimo, per questo fa (e farà) in modo che sia sempre più possibile rispondente alle aspettative degli abitanti del SUO social.

Quindi, cari amici e colleghi social-media-cosi, mettetevi l’animo in pace: lottiamo ogni giorno per avere una slot all’interno del news feed per le pagine aziendali che gestiamo e così sarà sempre. E’ inutile che ad ogni aggiornamento dell’algoritmo ci lamentiamo e iniziamo a puntare i nostri missili intercontinentali su Menlo Park (spoiler: alla fine dell’articolo trovi delle info TOP SECRET). Se noi e i nostri clienti siamo su Facebook, accettiamo le sue regole, cerchiamo di fare del nostro meglio, costruiamo relazioni con le persone, investiamo in pubblicità a pagamento oppure migriamo su qualche altro social di tendenza.

Aggiornamento Facebook news feed

La notizia ufficiale dal titolo “Building a Better News Feed for You” è del 29 Giugno e ovviamente oggi ha monopolizzato il feed di molti gruppi che trattano l’argomento Social Media Marketing e Facebook Marketing.

Il messaggio principale di Marc in questo aggiornamento del news feed è:

The goal of News Feed is to show people the stories that are most relevant to them. Today, we’re announcing an update to News Feed that helps you see more posts from your friends and family.

Che c’è di nuovo? Nulla, anzi tutto. NULLA se per te è già chiaro che il social network è uno strumento per cercare e costruire relazioni con le persone, TUTTO se per te Facebook è uno strumento per fare solamente promozione spudorata. D’altronde quando ti sei iscritto la prima volta su Facebook avrai letto il pay-out, giusto? Te lo ricordo io, così eviti di sloggarti da Facebook, tanto lo so che non lo fai perché non ti ricordi la password.

payoout Facebook news feed

Il concetto di base è che Facebook vuole fornire ai propri utenti (di recente in Italia hanno raggiunto i 28 milioni – fonte Vincos.it) i contenuti che essi stessi ritengono più rilevanti e, dalle ultime indagini, questi provengono principalmente da famigliari e amici. Ne consegue che la visibilità delle pagine subirà una diminuzione.

Priorità a famigliari e amici

Per migliorare costantemente la qualità del news feed, mantenendo saldi i valori di base ed evitando di far perdere aggiornamenti importanti, verranno proposti al top del feed i post degli amici e dei famigliari con i quali siamo soliti dimostrare più interesse.

Se ci aggiungiamo che molte persone hanno migliaia di amici nel social, si può comprendere come sia altamente probabile che qualche aggiornamento di stato si perda nella pletora di notizie del feed. Per questo, reiterando l’interesse attraverso i classici MI PIACE, COMMENTA e CONDIVIDI sarà molto probabile che gli aggiornamenti della persona con cui si hanno più interazioni appaiano per primi nel feed.

Diciamoci la verità, chi si renderà conto di questi aggiornamenti?

  1. Noi che nel social ci lavoriamo
  2. Le aziende che nel social fanno promozione

Gli utenti classici, quelli che cazzeggiano, non si renderanno minimamente conto di queste novità ed inconsciamente avranno il loro bel feed, già pieno di bufale e “MA BUONGIORNOOOOOOOO”, aggiornato secondo i loro più importanti interessi. Ciò li aiuterà a farli rimanere per più tempo nel social.

E le aziende?

Semplice, le aziende se vorranno continuare a fare promozione attraverso Facebook dovranno investire di più in strumenti a pagamento quali Facebook ADS. Suvvia non vi lamentate, fino ad oggi avete fatto delle campagne di advertising da poche decine di Euro alla settimana, incrementate quel budget e potrete apparire nel news feed e mostrare al mondo le vostre ultimissime e imperdibili promozioni.

Aggiungiamoci pure che Facebook ha cambiato la regola del 20% di testo nelle immagini delle campagne a pagamento, non limitando più gli inserzionisti e i loro testi ma ragionando su un semplice principio: più testo inserisci, più ti faccio pagare l’ADS e se voglio posso ancora fare a meno di approvarla.

Opportunità o rischio?

Non considero questo ultimo aggiornamento del News Feed come un rischio. Facebook non è casa nostra, nonostante faccia di tutto per darci questa sensazione. Dobbiamo stare alle sue regole, soprattutto se siamo sul social come azienda. L’update del 29 Giugno contiene un messaggio chiaro per le aziende: investire in Facebook ADS. E’ finito il tempo della promozione a basso costo. Probabilmente tutto ciò andrà a scapito delle aziende medio-piccole che ancora non hanno capito la potenza dello strumento pubblicitario di Facebook, ma dall’altro lato sarà un motivo in più per educarle e fare formazione (seria).

Non è un rischio, è una opportunità da sfruttare: le aziende sono fatte di persone per questo ritengo fondamentale che in qualsiasi attività di social media marketing le aziende debbano coinvolgere sempre di più i dipendenti nella creazione e condivisione di contenuti.

Per concludere…

Nonostante abbia fatto di tutto per convincerti che questo aggiornamento del news feed è più un bene che un male, sei ancora convinto di puntare i tuoi missili intercontinentali sul quartier generale di FB? Qui cui ci sono le coordinate.

Facebook HQ

 

 

In arrivo il monitoraggio delle conversioni offline di Facebook

In arrivo il monitoraggio delle conversioni offline di Facebook

Uno dei problemi più sentiti dai social media specialist di tutto il mondo è da sempre l’identificazione delle conversioni offline delle sponsorizzate su Facebook.

Mi spiego meglio. Gran parte delle campagne sponsorizzate su Facebook possono dare un risultato diretto in termini di conversioni (Acquisti online, iscrizioni a newsletter, richieste di offerta ecc), ovvero a fronte dell’investimento in pubblicità possiamo sapere quanti soldi abbiamo ricavato. Possiamo in pratica calcolare il ROI (Return of Investment – Ritorno d’investimento).

Il vero problema si presenta quando una persona che ha visto la sponsorizzata nel social network si reca fisicamente in negozio per eseguire un acquisto. Fino ad ora come hai potuto dare evidenza al tuo cliente, che investe in Facebook ADS, di quante persone si sono recate in negozio dopo la campagna a pagamento? Io non ci sono mai riuscito.

Facebook e le conversioni offline

E’ notizia del 14 Giugno scorso che a Menlo Park hanno ideato un sistema per tracciare le persone che si recano in negozio dopo aver visto una ADS. Qui puoi leggere il comunicato ufficiale.

In realtà la soluzione ce l’avevamo sotto gli occhi tutti quanti, ovvero sfruttare i sistemi di geolocalizzazione degli smartphone che tengono traccia degli spostamenti dell’utente. Una volta entrati nell’attività il gioco è fatto.

Conversioni offline Facebook

Il tracciamento delle conversioni può essere fatto anche a distanza di giorni a tutto beneficio dell’analisi e dell’ottimizzazione delle campagne a pagamento. Con lo strumento di misurazione delle conversioni offline, l’inserzionista avrà un quadro migliore dell’investimento fatto. Chiaro no? Più il titolare dell’attività ha modo di avere un riscontro del suo investimento in Facebook Marketing, più sarò disposto ad investire nello strumento.

Conversioni offline: non solo geolocalizzazione

Ma non è tutto, una semplice Store Visit, come la definiscono quelli di Facebook, non può essere sufficiente per gli imprenditori più attenti, pertanto la volontà è chiara: riuscire ad avere un controllo anche della spesa, definita TRANSACTION, che effettivamente viene fatta all’interno dello store.

Transazioni offline facebook

Attraverso delle API di conversione online, gli inserzionisti potranno fare un accoppiamento (matching) fra il database dei clienti e il Report dell’ADS per meglio interpretare l’efficacia delle loro inserzioni in tempo reale. Insomma uno strumento estremamente utile per migliorare le ads rendendole sempre più efficaci ed economiche e di conseguenza invogliare gli inserzionisti ad aumentare i budget da investire.

Conversioni offline: come, dove e quando?

Lo strumento di monitoraggio delle conversioni online, allo stato attuale delle cose, sarà abilitato solo per le Local Awareness ADS, ovvero le ADS per aumentare la notorietà in zona, che normalmente presentano il pulsante INDICAZIONI STRADALI, CHIAMA ORA, INVIA MESSAGGIO, SCOPRI DI PIU’. Non ci sono date precise in termini di rilascio globale, ma non mi stupirei se ciò avvenisse anche in tempi rapidi come già successo con Facebook Locations. Ultimo, ma non meno importante, sembra che la feature sarà disponibile solo per le catene di negozi, il che potrebbe essere deleterio per negozi e piccole attività che sono quelle che maggiormente potrebbero sfruttare questo utile strumento.

Ma a quelli di Facebook non piace fare differenze, vedrete che tutti potranno misurare le conversioni offline delle Facebook ADS.

 

Il tuo sito non appare nella prima pagina di Google?

Il tuo sito non appare nella prima pagina di Google?

Oggi voglio parlarti del tuo sito web e dei motori di ricerca, lascio stare il Social Media Marketing, il Facebook Marketing e ti parlo di SEO.

Bene, ingrana la prima, stacca la frizione, si parte.

Il sito web ce l’hai già vero, è fighissimo e a te piace tantissimo. Eppure non appare su Google.

Per 5 minuti ti chiedo di fare con me il cliente anziché il fornitore. Abbiamo bisogno di acquistare del “tubo in gomma antiolio” per la nostra applicazione idraulica. Siamo novelli del settore e non conosciamo nessuna azienda che potrebbe costruire il prodotto che stiamo cercando. Cosa facciamo?

Apri il tuo browser (Chrome, Mozilla, Firefox, Opera.. .qualcuno ha detto Explorer che gli taglio le dita?), andiamo su Google e digitiamo “tubo in gomma antiolio”. L’immagine qui di seguito è la prima parte della pagina di risultati che in gergo viene chiamata SERP (Search Engine Results Page).

risultati SERP GoogleTralasciando la sezione dei risultati a pagamento (si tratta di Google AdWords e magari ne parlerò in un articolo futuro), ci concentriamo sulla sezione dei risultati organici.

Ho volontariamente rimosso i nomi della aziende che hanno fatto SEO con “Tubo in gomma antiolio”, ma una cosa è chiara: fino a poco fa non conoscevamo nessuno che producesse “Tubo in gomma antiolio”, eppure adesso ci troviamo di fronte ad una lista di fornitori che Google conosce e che potrebbero fare il caso nostro.

Cosa è successo?

Queste aziende hanno fatto fare delle indagini a chi si occupa di ottimizzare il sito web ed hanno identificato delle parole specifiche che i clienti (noi in questo caso) digitano nella casella del motore di ricerca. A fronte di queste parole hanno ottimizzato le pagine e i loro contenuti per far si che il motore di ricerca stesso capisca l’argomento di cui le pagine stesse trattano.

Nel caso della nostra ricerca ci potrebbe tornare scomodo un fornitore di Brescia per cui potremmo affinare la keyword, ovvero la parola chiave ricercata, in “Tubo in gomma antiolio Benevento”.

Ecco che piano piano il motore di ricerca ci darà le risposte sempre più attinenti alle nostre necessità.

E il tuo sito?

Beh, hai capito che un utente su Google non cerca te (a meno che non ti conosca da tempo) ma cerca un prodotto o un servizio per risolvere un suo problema. Sta a te capire cosa cerca il tuo cliente ideale e di conseguenza creare un sito e ottimizzarlo secondo i termini corretti.

Perché il tuo sito non appare nella prima di Google?

Probabilmente perché:

  • hai realizzato il sito in economia (senza SEO)
  • chi ti ha realizzato il sito non è competente in materia ed ha lavorato male
  • l’analisi delle keyword non è stata fatta correttamente

Uno specialista SEO che si occupa in modo professionale di ottimizzare il tuo sito web deve innanzitutto fare una analisi delle parole chiave, valutare quali sono le più performanti, valutare la concorrenza e decidere assieme a te su quali puntare per ottimizzare il tuo sito e posizionarlo in modo corretto su Google.

L’indicizzazione dipende da più di 200 fattori, molti dei quali ancora sconosciuti, pertanto diffida di quegli specialisti che ti garantiscono con estrema spavalderia la prima posizione su Google. Un buon lavoro potrà portare buoni risultati ma considera che chi ha un sito vuol essere nella prima pagina di Google, ma non c’è spazio per tutti. Qualcuno dovrà accontentarsi delle posizioni di rincalzo.

Per questo a volte è necessario puntare a parole chiave più articolate, dette a coda lunga (Long Tail), che hanno meno traffico (clic) e di conseguenza meno concorrenza. Pensa all’esempio di prima: se avessimo trovato un fornitore di “tubi in gomma antiolio a Bolzano” avremmo cliccato molto più volentieri che su uno dei risultati generici, tipo Brescia o Padova, giusto?  Ecco “tubi in gomma antiolio a Bolzano” è una long tail meno concorrenziale rispetto a “tubi in gomma antiolio”, meglio posizionabile, con meno clic ma più in target quindi potenzialmente più convertibili (in clienti).

E quindi?

Quindi se il tuo sito non appare nella prima pagina del motore di ricerca, forse è il caso che ti affidi ad un professionista per una analisi SEO e per capire se ci sono margini di miglioramento. Se il tuo sito è posizionato malissimo il lavoro per guadagnare posizioni sarà molto travagliato, diversamente se addirittura il tuo sito è chiuso all’accesso dei robot, allora sei ancora in tempo per fare le cose bene.

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